APPUNTI E PENSIERI DI "BASE"

di Marta Stella
Responsabile comunicazione e Consigliere delegato Borio Mangiarotti

Vi è mai capitato di guardare una di quelle immagini formate da innumerevoli piccolissimi pezzi che, se viste da vicino, sembrano una macchia di colore indistinta ma, se ci si allontana, svelano una forma al loro interno?
O di ascoltare il racconto di uno stesso episodio da parte di persone differenti e sentirlo cambiare e arricchirsi ogni volta di particolari diversi, o addirittura, nei casi più estremi, di finali diversi?
Oppure, ancora, di arrivare in un luogo variando percorso e accorgervi così di dettagli che fino ad allora avevate completamente ignorato?
Immagino che almeno a una di queste domande tutti voi abbiate risposto di si: è statistica, non veggenza. La prospettiva, i punti di vista, cambiano la percezione di ciò che osserviamo, finanche a farci vedere qualcosa che prima non sapevamo ci fosse.
Mi ha sempre affascinato come gli esseri umani vengano colpiti da dettagli ogni volta diversi, non soltanto a seconda di dove si trovano in termini spazio-temporali, ma anche per il loro diverso background, la loro formazione, le loro “basi”. Ormai più di venti anni fa ho frequentato il liceo classico, quello di cui si diceva che aprisse la mente “dandoti le giuste basi per il futuro”. Se è vero che del greco e del latino ricordo davvero poco (pur essendo stata un’ottima studentessa!), è altrettanto vero che è stato in quegli anni che ho posto le “basi” del mio modo di pensare. 
“Senza le basi non si va da nessuna parte” ci ripetevano a scuola. Nel corso di quest’ultimo anno, e più ancora adesso che tanto si parla di ripartenza, questo refrain è tornato alla ribalta insistentemente. Quindi direi di partire proprio da qui. 

Tutto comincia dalla base. Che deve necessariamente essere solida e ben ancorata a terra.  Sia essa fatta di cemento, di idee o di visioni. Per guardare al futuro dobbiamo avere chiaro dove ci troviamo nel presente, chi siamo, da dove “osserviamo”, su cosa possiamo contare. Credo che la contaminazione delle nostre diverse “basi” di partenza sia una delle chiavi per immaginare nuovi mondi, per creare energia e fermento. Serve il contributo di pensieri e professionalità diverse per trovare la formula giusta. I luoghi sono fatti per essere vissuti dalle persone, che hanno età, lavori, esigenze e abitudini diverse. 
«Potete immaginare, creare e costruire il luogo più meraviglioso della terra ma occorreranno sempre le persone perché il sogno diventi realtà» diceva Walt Disney, uno che sicuramente ha saputo dare forma e sostanza ai suoi sogni. 
Ed eccoci qui. La nostra “base” è la città: i suoi spazi, le idee di chi la progetta e la trasforma, le abitudini di chi la vive. Siamo partiti da ciò che amiamo e conosciamo, da quello che facciamo ogni giorno, con il desiderio di esplorare e trovare nuove idee, visioni, contaminazioni.
Così è nata Urbano… un modo per fare e diffondere cultura su temi a noi cari, partendo appunto dai nostri valori fondanti. 
Nel primo numero, uscito in occasione del nostro centenario, abbiamo ripercorso gli ultimi 100 anni della nostra città, Milano.
Con questo secondo numero ripartiamo da quegli elementi che sapientemente mescolati possono trasformare un’idea in realtà, un progetto in una città: i materiali.
Buona lettura.